Autismo

Che cosa è

Si colloca nella cornice dei Disturbi Pervasivi dello Sviluppo (DSM-IV-TR).

Le caratteristiche essenziali dell’autismo sono:

  • Una compromissione qualitativa dell’interazione sociale e della comunicazione e una modalità di comportamento, interessi e attività ristretti, ripetitivi e stereotipati.
  • Ritardo o funzionamento anomalo in almeno una delle seguenti aree, con esordio prima dei tre anni di età: interazione sociale, linguaggio usato nella comunicazione sociale, gioco simbolico o di immaginazione.

Può esservi compromissione notevole nell’uso di diversi comportamenti non verbali (es., sguardo diretto, espressione del viso, posture corporee, gestualità) che regolano l’interazione sociale e la comunicazione.

Possono esserci notevoli difficoltà ad iniziare una interazione con i coetanei e , più in generale, a sviluppare relazioni adeguate al livello di sviluppo.

Nei bambini piccoli può esservi uno scarso o nullo interesse nel fare amicizia.

Sono assenti tentativi spontanei di condivisione di gioie, interessi, obiettivi con altre persone (es., assenza del gesto indicativo).

Può esservi una mancanza di reciprocità sociale o emotiva (es., si preferiscono attività solitarie o partecipa passivamente a semplici giochi sociali).

Soprattutto i bambini mostrano poca consapevolezza degli altri, appaiono incuranti degli altri bambini, inclusi i fratelli.

Il linguaggio può risultare assente o, se presente, se ne fa un uso stereotipato e ripetitivo (es., ripetizione di parole o frasi indipendentemente dal significato; ripetizione di ritornelli o spot pubblicitari) con notevole compromissione della capacità di iniziare o sostenere una conversazione con altri.

Spesso il linguaggio è metaforico e il tono di voce può essere monotono o inappropriato per il contesto in cui si svolge.

La comprensione del linguaggio è spesso molto ritardata e vi è un’alterazione nell’uso sociale del linguaggio. Come evidenziato da incapacità di capire l’umorismo e gli aspetti non letterali del discorso (es., significati impliciti).

Le persone autistiche mostrano una gamma di interessi fortemente ristretta, possono comportarsi in modo monotonamente eguale e mostrare disagio e resistenza per cambiamenti anche banali.

Sono presenti movimenti corporei stereotipati (es., agitare in aria le mani, batterle, dondolarsi, oscillare, buttarsi a terra) o anomalie nella postura (es., camminare in punta di piedi).

Primo gruppo di sintomi: INTERAZIONE SOCIALE

  • Marcata compromissione nell’uso di svariati comportamenti non verbali (sguardo diretto, espressione mimica, posture corporee, gesti che regolano l’interazione sociale).
  • Incapacità di sviluppare interazioni con i coetanei adeguate al livello di sviluppo.
  • Mancanza di ricerca spontanea della condivisione di gioie, interessi, obiettivi ocn latre persone.
  • Mancanza di reciprocità sociale o emotiva.

Secondo gruppo di sintomi: COMUNICAZIONE

  • Ritardo o totale mancanza dello sviluppo del lnguaggio parlato (non accompagnato da un tentativo di compenso attraverso modalità alternative di comunicazione come gesti o mimica).
  • In soggetti con linguaggio adeguato, marcata compromissione delle capacità di iniziare o sostenere una conversazione con altri.
  • Uso di linguaggio stereotipato e ripetitivo o linguaggio eccentrico.
  • Mancanza di giochi di simulazione vari e spontanei, o di giochi di imitazione sociale adeguati al livello di sviluppo.

Terzo gruppo di sintomi: REPERTORIO DI INTERESSI

  • Dedizione assorbente ad uno o più interessi ristretti, stereotipati anomali o per intensità o per focalizzazione.
  • Sottomissione del tutto rigida ad inutili abitudini o rituali specifici.
  • Manierismi motori stereotipati e ripetitivi (battere o torcere le mani o il capo, o complessi movimenti di tutto il corpo).
  • Persistente ed eccessivo interesse per parti di oggetti.

Devono essere presenti, per la diagnosi, almeno:

Epidemiologia e possibili cause

L’incidenza è dai 6 ai 10 casi su 10.000 e il disturbo è da 3 a 4 volte maggior nei maschi che nelle femmine.

Non è stata individuata una causa specifica per l’autismo, anche se molti e diversi sono i fattori osservati che possono contribuire allo sviluppo della sindrome. Poiché nel 60% dei casi gemelli omozigoti (che hanno lo stesso patrimonio genetico) risultano entrambi affetti, con tutta probabilità una componente genetica esiste, anche se non è il solo fattore scatenante: in questo caso la percentuale di concordanza dovrebbe essere non del 60% ma del 100%. Come fattori implicati sono stati riscontrate anche anomalie strutturali cerebrali (cervelletto, amigdala, ippocampo, setto e corpi mammillari), anomalie a livello di molecole che hanno un ruolo nella trasmissione degli impulsi nervosi nel cervello (serotonina, beta-endorfine).

Una recente ipotesi che trova conferma nella tipologia dei sintomi e nei segni comportamentali è un deficit nel sistema dei neuroni specchio. Esistono anche studi volti a valutare gli effetti nocivi di vaccinazioni e inquinamento ambientale.

Per quel che riguarda i deficit cognitivi le sembra che i soggetti con autismo non possiedano la capacità di riconoscere in loro stessi e negli altri l’esistenza di stati mentali, ovvero desideri, credenze, intenzioni, sentimenti che informano e motivano il comportamento (teoria della mente). Sembrano inoltre presenti una sovraselettività agli stimoli e un deficit delle funzioni esecutive.

Trattamento

Come indicato dalle linee guida SINPIA, i metodi comportamentali appaiono i più efficaci nel trattamento del disturbo autistico. Le aree su cui si struttura l’intervento, a partire dalla valutazione funzionale effettuata, sono:

  • Linguaggio
  • Comunicazione
  • Gioco
  • Socializzazione
  • Autosufficienza

Fondamentale è un intervento intensivo e precoce così come la costante attenzione ai punti di forza.

La metodologia ABA (Appiled Behavioral Analysis) è caratterizzata da:

  • Interazioni uno a uno
  • Intervento intensivo (20-40 ore settimanali)
  • Osservazione diretta del comportamento.
  • Programmazione target comportamentali
  • Analisi funzionale per comprendere legami ABC nei comportamenti “problema”
  • Individualizzazione dell’intervento educativo
  • DTT (Discrete Trial Teaching-Insegnamento attraverso prove distinte)
  • Uso corretto del rinforzo (estrinseco vs. intrinseco)
  • Uso del prompting con graduale fading
  • Graduale generalizzazione delle abilità acquisite
  • Uso del linguaggio naturale
  • Continua Supervisione
  • Team meetings (bimensili)
  • Workshops (mensili)
  • Raccolta dati
  • Attenzione alla motivazione e utilizzo di “preferenze” del bambino come rinforzatori.

I genitori, quali esperti del proprio bambino, vengono coinvolti attivamente nella programmazione ed attuazione dell’intervento.

La terapia farmacologica

Ove necessario, all’intervento comportamentale si associa una terapia farmacologica.

I farmaci più utilizzati sono: neurolettici, antistaminici, regolatori del tono di umore.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...