Disturbo maschile dell’Erezione

Cosa è

Il Disturbo Maschile dell’Erezione indica una Disfunzione Sessuale caratterizzata o dall’impossibilità, parziale o completa, di raggiungere o mantenere l‘erezione, pur in presenza di eccitazione sessuale, in modo tale da portare a termine l’attività sessuale.

Tale disturbo crea disagio o difficoltà interpersonali e non è attribuibile, in genere, ad un altro disturbo mentale o all’esclusivo effetto di una sostanza psicotropa o di una condizione medica. E’ fondamentale, quindi, accertare se il disagio sia riferibile a fattori psicologici o ad un effetto combinato di fattori psicofisiologici (es. depressione, uso di farmaci, abuso di droghe, bassi livelli di ormoni). Il Disturbo dell’Erezione può essere di tipo permanente, se la persona ha da sempre presentato la disfunzione erettile, o di tipo acquisito, se la difficoltà è insorta in seguito ad esperienze personali negative che possono aver condizionato l’atteggiamento verso la sessualità.

Il Disturbo, inoltre, può essere di tipo generalizzato, se la difficoltà ad eccitarsi è presente costantemente e al variare dei partner, o situazionale, se presente con un solo partner o solo in determinate circostanze ambientali.
La difficoltà sperimentata durante la fase dell’eccitazione del ciclo sessuale, chiamata disfunzione sessuale generale e dovuta ad una disfunzione vasocongestiva, deve essere distinta dall’incapacità di provare l’orgasmo (Disturbo dell’Orgasmo), anche se chi ha difficoltà di eccitamento può non raggiungere l’orgasmo.

La valutazione del Disturbo dell’Erezione

Il Disturbo dell’Erezione può essere attribuibile a cause psicogene se la persona presenta valide erezioni durante la masturbazione senza la/il partner, durante la notte o al risveglio.

Al fine di stabilire se il Disturbo dell’Erezione sia attribuibile a cause organiche, comunque, è importante che la persona interessata esegua alcuni esami preliminari di tipo medico. Gli esami maggiormente utilizzati a questo scopo comprendono:

  • Erettrometria notturna: misurazione dell’erezione e della rigidità peniena durante la notte (erezione presente nella fase Rem del sonno) tramite dispositivi quali il Regiscan (apparecchiatura elettronica che valuta e registra i parametri penieni) e l’Erectiometer (dispositivo formato da due bande elastiche graduate che, poste intorno al pene, ne rilevano la circonferenza).
  • Dosaggi ormonali: l’iperprolattinemia, dovuta a cause organiche o ad effetti collaterali di farmaci, o livellli eccessivamente basi di testosterone, ad esempio, implicano disturbi dell’erezione e del desiderio nel maschio.
  • Flussimetria doppler peniena basale (ecodoppler), arteriografia e/o cavernosografia statica e dinamica: sono indagini che permettono di identificare l’afflusso arterioso di sangue al pene, necessario per l’erezione, e/o il deflusso venoso accelerato, difetto che rende difficile il mantenimento dell’erezione .
  • Potenziali Evocati Sacrali: tale metodo misura il tempo di latenza del riflesso bulbocavernoso, al fine di rilevare l’integrità funzionale del nervo pudendo (componente neurologica dell’erezione), che contiene fibre sensoriali dalla zona perineale fino ai centri dell’erezione riflessa a livello spinale S2 e S4 e fibre motorie eferenti fino ai muscoli bulbocavernosi.
  • Test alla papaverina: iniezione nel glande o nei corpi cavernosi di papaverina (sostanza vasoattiva), al fine di valutare il funzionamento penino.

Cause psicogene individuali

Possibili cause individuali del Disturbo dell’Erezione comprendono:

  • Timore dell’insuccesso, a causa di occasionali pregresse cadute dell’erezione: la preoccupazione per ulteriori eventuali “fallimenti” (catastrofizzazione) può aumentare l’ansia da prestazione, mantenendo in atto il disturbo, che in tal modo si perpetua nel tempo.
  • Timore di essere abbandonato o di non essere amato, in base alla prestazione sessuale.
  • Incapacità a lasciarsi andare alle proprie sensazioni corporee: condizionamenti di tipo sessuofobico, aumentando l’ansia, aumentano la probabilità di mancata erezione.
  • Mancanza di coinvolgimento e/o di novità (Effetto Coolidge): stimoli sessuali inadeguati o scarsi possono non consentire un’adeguata eccitazione.
  • Eccessivo coinvolgimento e/o novità: una persona eccessivamente coinvolta a livello emozionale o in presenza di una nuova partner può aumentare l’ansia da prestazione unitamente alla probabilità di mancata erezione.
  • Stress: la concentrazione e le energie sono canalizzate su altre aree di vita e su preoccupazioni diverse, per cui lo stimolo sessuale decade.
  • Ansia da prestazione.
  • Convinzioni disfunzionali (l’uomo deve sempre essere attivo e gestire il rapporto sessuale; per le donne è più importante la prestazione piuttosto che l’espressione di affetto e interesse, nel sesso la prestazione è più rilevante del piacere, ecc.)

Trattamento cognitivo-comportamentale

La terapia cognitivo-comportamentale si occupa di lavorare sulle cause psicologiche che hanno portato al disturbo e che, soprattutto, lo mantengono.

Inizialmente si utilizzano tecniche cognitive (ristrutturazione cognitiva, riattribuzione verbale, decentramento) e tecniche comportamentali (focalizzazione sensoriale, coito “in esigente”) per agire concretamente sui “sintomi” del disturbo, ma ci si occupa poi di approfondire i fattori che lo hanno scatenato, lavorando quindi sui tratti di personalità, la gestione dell’ansia, i vissuti emozionali relativi a precedenti esperienze, eventuali credenze disfunzionali sulla sessualità, l’autostima.

Trattamento medico/farmacologico

Nel trattamento del disturbo possono essere utili alcuni farmaci assumibili per via orale, ma, a meno che la natura del disturbo non sia di tipo esclusivamente organico, è indispensabile che alla terapia farmacologica sia affiancato un lavoro di tipo psicoterapeutico.

In presenza di cause organiche vengono utilizzati anche agenti farmacologici locali e nei casi più gravi si può dover ricorrere alla terapia chirurgica (rivascolarizzazione microchirurgica, trattamento delle fughe venose, protesi semirigide, protesi idrauliche).

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