Encopresi

Che cosa è

La manifestazione fondamentale dell’encopresi è la ripetuta evacuazione di feci, involontaria, più raramente volontaria, in luoghi inappropriati, per esempio nei vestiti, sul pavimento.

Come definito nel DSM IV , l’evento deve verificarsi almeno una volta al mese per un periodo minimo di tre mesi in bambini di almeno quattro anni. Il disturbo non deve essere collegato agli effetti di farmaci o di una condizione medica generale, se non attraverso un meccanismo che comporti costipazione.

Si distinguono due tipi di decorso:

  • decorso primario: in cui il soggetto non ha mai raggiunto il controllo delle sfintere anale;
  • decorso secondario: in cui il disturbo si manifesta dopo che per un certo periodo è stato raggiunto il normale controllo sfinterico.

L’encopresi può essere distinta in due sottotipi in base al quadro clinico:

  • con costipazione e incontinenza da sovrariempimento: all’esame obiettivo o all’anamnesi risulta costipazione (presenza di una grossa massa fecale all’esame addominale o rettale) o un’anamnesi di frequenza di defecazione inferiore a tre volte alla settimana. Le feci sono generalmente poco formate e la fuoriuscita può variare da poco frequente a continua, per lo più durante il giorno. Durante i tentativi di defecazione intenzionale soltanto parte delle feci viene eliminata e l’incontinenza si risolve dopo il trattamento della costipazione.
  • senza costipazione e incontinenza da sovrariempimento: all’esame obiettivo o all’anamnesi non risulta costipazione. Le feci sono solitamente di consistenza normale,il soggetto si sporca in modo intermittente. Le feci possono essere deposte in luoghi significativi. Questa condizione è generalmente associata con la presenza di Disturbo Oppositivo Provocatorio o Disturbo della Condotta.

Epidemiologia e possibili cause

E’ un fenomeno abbastanza comune: interessa circa il 27% dei bambini dell’età di 4 anni, il 15% a 5-6 anni, il 6-7% a 9-10 anni, il 3% a 12 anni e l’1% a 18 anni.
Si distinguono una enuresi continua (il disturbo si verifica tutte le notti) e saltuaria (il disturbo si verifica 2-3 volte a settimana).

In assenza di danni organici, si parla di enuresi funzionale, divisibile in enuresi primaria, quando il bambino non ha mai acquisito il controllo della minzione (85% dei casi) ed enuresi secondaria, quando il bambino ricomincia a bagnare il letto dopo un periodo di almeno 5.6 mesi in cui aveva acquistato e mantenuto il controllo della minzione notturna (15% dei casi).

Alla base di questo tipo di disturbo sembra esservi un apprendimento mancato o sbagliato dell’abilità della continenza notturna (abilità che viene normalmente appresa fra l’anno e mezzo e i quattro anni e mezzo di età), a cui si aggiungono problemi emozionali legati ai vissuti di imbarazzo e vergogna nei confronti dei pari e dei familiari.

Nel caso di enuresi secondaria, è più probabile un ruolo causale svolto da fattori stressanti e/o esperienze traumatiche per il bambino poco prima dell’insorgere del problema.

Ove sia presente un ritardo mentale, il disturbo è legato alla difficoltà di controllo notturno delle minzioni, dovuto al “non sentire” lo stimolo vescicole per una alterata “soglia notturna di percezione”.

Trattamento

Il processo di trattamento si basa su un modello di tipo collaborativo, che incoraggia i genitori ad assumere un atteggiamento ottimistico, laddove avevano appreso a sentirsi impotenti e nel contempo fornisce loro concrete abilità per far fronte al problema, rendendoli attivi agenti di cambiamento.

Il trattamento si avvale di tecniche cognitive (ristrutturazione cognitiva, decentramento) e comportamentali (analisi funzionale). (contratto educativo, token economy, esercizi di ritenzione progressiva, controllo idrico, sveglie programmate, costo della risposta, generalizzazione, sovrapprendimento) personalizzate sul singolo caso dopo aver effettuato un’attenta valutazione del “problema” nei suoi antecedenti e conseguent.

L’obiettivo principale è l’acquisizione (cioè l’apprendimento) di un comportamento desiderato, di cui il soggetto non è sufficientemente fornito (Es., comportamento di toilette appropriato, autocontrollo) e la contemporanea eliminazione (cioè disapprendimento) del comportamento disadattivo (bagnare il letto).

Parallelamente si lavora sull’esplorazione dei vissuti emotivi del bambino, guidandolo, con il progredire dei “successi” ottenuti nel programma, verso una nuova immagine di sé, connotata da maggiore autostima e senso di autoefficacia.

Terapia farmacologica

Ove necessario, previa valutazione medica, si utilizza i’imipramina (Tofranil).

About these ads

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s